Vivere Toscano Studio Immobiliare


LA CHIAREZZA DEL CONTRATTO DI MUTUO

A volte i contratti di mutuo non sono facili da comprendere. Questo in parte è dovuto alla presenza di termini tecnici , che non possono essere sostituiti da altri, perché il loro significato verrebbe ad essere alterato; certamente, ciò non vuol dire che i contratti non possano essere in qualche modo semplificati, garantendo, così, un rapporto più chiaro tra banche e clienti. I consumatori, ai sensi del Codice del consumo (Decreto Legislativo n. 206/2005), hanno un vero e proprio diritto ad una informazione esauriente, chiara e comprensibile, principio che, è contenuto nella nuova disciplina nazionale sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari. Per effetto di quest’ultima normativa, le banche sono anzitutto tenute a mettere a disposizione della clientela nei locali aperti al pubblico un foglio informativo il quale deve contenere, tra l’altro, le condizioni economiche dell’operazione e le principali clausole contrattuali che la regolano. Tale informativa può essere attuata anche mediante l’utilizzo di un prospetto chiamato European Standardised Information Sheet (E.S.I.S.), frutto del Codice deontologico per l’informativa precontrattuale relativa ai mutui per la casa di abitazione, promosso da una Raccomandazione del 1° marzo 2001 dalla Commissione Europea.

Il cliente (mutuatario), una volta scelta la banca finanziatrice, ha poi il diritto di avere in consegna da quest’ultima, con un congruo anticipo prima della conclusione del contratto, una copia completa del testo contrattuale per una ponderata valutazione del suo contenuto. La consegna di tale copia non impegna le parti alla conclusione del contratto. È senz’altro da raccomandare al consumatore un effettivo e tempestivo esercizio di tale diritto, perché solo avendo il tempo di leggere le clausole economiche e normative del contratto (e di tutti gli allegati), o di farle leggere al notaio di fiducia o alle Associazioni dei consumatori, può richiedere eventuali modifiche e correzioni, nonché evitare sorprese dell’ultimo istante. Al contratto deve altresì essere unito un documento di sintesi volto a fornire al cliente con chiara evidenza un riassunto delle più significative condizioni contrattuali ed economiche.

Pubblicato da Economiaitalia



MUTUI SICURI PER L’ ACQUISTO DELLA CASA

Il mutuo per acquisto della prima casa rappresenta per la famiglia un impegno rilevante sia in termini finanziari sia in termini di durata. Per questo è indispensabile evitare brutte sorprese.
E la guida “Mutuo informato” ha proprio l’obiettivo di informare e tutelare i cittadini, “parte debole” nei contratti bancari. Il vademecum, realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assortenti, CittadinanzAttiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), fornisce tutte le indicazioni a chi richiede un mutuo ipotecario, riporta i problemi più frequenti con cui si devono confrontare i cittadini nella stipula di un mutuo per l’acquisto della casa aiutandoli ad evitare “passi falsi”o errori che possono compromettere il buon esito dell’operazione.

Pubblicato da Economiaitalia

Link utili:



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Indagine dell’Fbi sui mutui subprime, centinaia di arresti negli Stati Uniti

(Rainews24) La scure dell’Fbi si abbatte sulla crisi dei mutui, assumendo le dimensioni di una vera e propria retata su Wall Street, ritenuta da più parti la responsabile della crisi dei mutui subprime. L’operazione ‘malicious mortgage’, lanciata il 1 marzo dalle autorità federali e dal dipartimento di giustizia, ha portato all’arresto di 283 persone, di cui 173 già condannate, su un totale di 406 incriminati. Solo nelle ultime ventiquattro ore gli arresti sono stati 60.

A finire ammanettati, nell’ambito di un’altra indagine avente per oggetto sempre i mutui subprime, sono stati anche due ex manager di Bear Stearns, accusati di frode, complotto e insider trading. Ralph Cioffi e Matthew Tannin, gestori di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey e ora si trovano a dover rispondere davanti alle autorità del fallimento dei fondi speculativi che hanno acceso la miccia della crisi subprime.

I dati diffusi dal Dipartimento di Giustizia e dall’Fbi non lasciano adito a dubbi sulla volontà delle autorità di volerci vedere chiaro su una crisi che ha messo in ginocchio l’economia e i mercati americani. ”Le frodi relative ai mutui e ai titoli collegati rappresentano una minaccia per la nostra economia, per la stabilità del mercato immobiliare e per la tranquillità di milioni di americani”, spiega il viceprocuratore generale, Mark Filip, sottolineando che l’operazione dimostra “l’impegno e la determinazione del Dipartimenti di giustizia nel combattere schemi criminali e aiutare il ripristino della stabilità e della fiducia nei mercati immobiliari e del credito. L’operazione ha fatto emergere 144 casi di frode, con perdite per 1 miliardo di dollari, con arresti solo nelle ultime 24 ore di 60 persone a Chicago, Houston, Miami e altre decine di località statunitensi.

“L’operazione mira a distruggere individui e gruppi coinvolti in frodi sui mutui. L’Fbi - spiega Robert S. Mueller, direttore del Fedral Bureau of Investigation - continuerà a dirigere le indagini e combattere contro le frodi che minacciano la nostra economia”. Nel corso di una conferenza stampa, Mueller ha poi rivelato che sarebbero 19 le grandi società finanziarie sotto inchiesta.

Nell’ambito di un’altra indagine, sempre incentrata sui mutui subprime, sono finiti in manette Cioffi e Tannin, sui quali pesa l’accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori.

A inchiodare Cioffi e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo di posta elettronica privato proponeva a Cioffi di discutere della chiusura degli hedge fund. Proposta che Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. “Il mercato dei subprime è un vero schifo - scriveva Tannin a Cioffi -. Se riteniamo che il rapporto dei cdo (collateralized debt obligations) è in ogni sua parte accurato penso che dovremmo chiudere i fondi ora. La ragione è che se il rapporto cdo è corretto allora l’intero mercato dei subprime sta crollando”. Ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c’erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido.

Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari. “Il suo fondo è stato il primo a fallire e questo lo rende una preda facile, ma non significa che abbia fatto qualcosa di sbagliato”, spiega l’avvocato di Cioffi, Edward Little, sottolineando che “perdere soldi non è un crimine”. “Il mio cliente è innocente ed è il capro espiatorio per un’estesa crisi dei mercati”, afferma invece uno dei legali di Tannin, Susan Brune. “C’è molta pressione politica ad andare avanti nelle indagini in questo settore”, constata Dan Richman, ex pubblico ministero e ora professore alla Columbia Law School. Nell’illustrare i risultati preliminari dell’indagine e spiegare le motivazioni alla base dell’arresto di Cioffi e Tannin, le autorità sottolineato che “gli arresti degli ex manager di Bear Stearns danno un segno della enormità e della grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica”, tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell’andamento reale dei propri investimenti.

I due manager sono accusati di cospirazione e frode e per Cioffi è scattata anche l’accusa di insider trading: avrebbe trasferito 2 dei 6 milioni di dollari dei suoi investimenti nei due hedge fund su un altro fondo. Entrambi infatti avevano fatto credere agli investitori che i due fondi sarebbero stati fonte di guadagno sicuro e stabile senza rivelare invece che erano a rischio crack.

Cioffi e Tannin non sono i primi a scivolare su uno scambio di e-mail: prima di loro si erano cacciati nei guai con la posta elettronica Henry Blodget (Merrill Lynch), Jack Grubman (Citigroup) e Frank Quattrone (Credit Suisse First Boston).